09/01/2019 in Genetica

Test Genetico BRCA1 e 2

Le mutazioni dei geni BRCA nelle donne sono fattori di predisposizione al tumore seno e all’ovaio. Ma cosa sono i geni BRCA? Si possono prevenire queste forme di tumore? Quali test possono aiutare a identificarne le mutazioni?

Cosa sono i geni BRCA1 e BRCA2

Il corretto funzionamento delle cellule e dei tessuti del nostro organismo è strettamente legato alle informazioni contenute nei nostri geni. Tra questi, i geni BRCA1 e BRCA2 contengono le informazioni necessarie alla sintesi di proteine responsabili di regolare la crescita cellulare.

Si tratta di geni oncosoppressori, cioè geni che limitano lo sviluppo di cellule tumorali in caso di danni o rotture del DNA, che possono essere provocati da fattori ambientali, come radiazioni ultraviolette o fumo, o possono verificarsi durante il normale processo di proliferazione cellulare. In questo caso, quando il DNA viene copiato per trasmettere alle cellule ‘figlie’ le informazioni genetiche, possono verificarsi alcuni errori. Gli oncosoppressori funzionano come sentinelle che avvistano il danno, inibiscono la divisione cellulare per evitare che sia trasmesso e contribuiscono alla sua riparazione, garantendo l’integrità del DNA e impedendo che una cellula sana dia origine a una cellula tumorale.

 

Caratteristiche dei geni BRCA1 e BRCA2

Come tutti i geni, anche BRCA1 e BRCA2 occupano una posizione su precisi cromosomi: BRCA1 è localizzato sul cromosoma 17, mentre BRCA2 si trova sul cromosoma 13. Le mutazioni dei geni BRCA, acronimo di Breast Cancer, comportano un aumentato rischio di sviluppare tumori alla mammella e alle ovaie, ma non determina la certezza di manifestarli.

 

Mutazione dei geni

Ciascuno di noi eredita due copie di ogni gene, una trasmessa dalla madre e una dal padre. Le mutazioni dei geni BRCA possono essere ereditate dal padre e dalla madre con una probabilità del 50%. Ad essere ereditato, però, non è il tumore bensì una probabilità di svilupparlo maggiore rispetto alla popolazione generale.

Soltanto la presenza di entrambe le copie mutate determina la soppressione della funzione dei geni BRCA perché produrranno proteine alterate, che non saranno più in grado di regolare la crescita cellulare, favorendo una proliferazione incontrollata.

 

Tumore alla mammella

Il tumore alla mammella è una delle neoplasie più frequenti che riguarda le donne con oltre 48.000 nuovi casi ogni anno in Italia.

La maggior parte di essi è rappresentata da forme sporadiche causate, cioè, dal concorso di più fattori responsabili di mutazioni del DNA che vengono acquisite nel corso della vita. Tuttavia, circa il 5-10% dei tumori della mammella è riconducibile a mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 che vengono ereditate, aumentando la probabilità di manifestare la neoplasia prima dei 50 anni.

Le donne che ereditano il gene BRCA1 mutato presentano un rischio del 45-80% di manifestare un tumore alla mammella; quelle che ereditano il gene BRCA2 mutato, invece, hanno una probabilità del 25-60% di sviluppare un tumore alla mammella rispetto all’1-2% di rischio della popolazione generale.

Anche gli uomini possono ereditare la mutazione genetica e, quindi, trasmetterla ai figli. In questo caso, la presenza delle mutazioni aumenta la predisposizione a sviluppare un tumore alla mammella maschile e il carcinoma della prostata.

 

Tumore alle ovaie

Il tumore alle ovaie è una neoplasia femminile che presenta un’incidenza inferiore rispetto a quella del tumore alla mammella, con circa 5.000 nuovi casi all’anno in Italia, ma con una sopravvivenza minore perché generalmente diagnosticato tardi.

Anche il tumore alle ovaie si presenta di solito nella sua forma sporadica, ma nel 10-20% dei casi si parla di forme ereditarie legate a mutazioni trasmesse dai genitori dei geni BRCA1 e BRCA2 che anticipano l’età di insorgenza del tumore, solitamente prima dei 45 anni.

A fronte dell’11% di rischio della popolazione generale, le donne che ereditano il gene BRCA1 mutato presentano un rischio del 20-40% di ammalarsi di tumore alle ovaie; quelle che, invece, ereditano mutazioni del gene BRCA2 presentano un rischio del 10-20%. Le persone che ereditato queste mutazioni possono presentare contemporaneamente o in tempi diversi sia il tumore alla mammella che il tumore alle ovaie.

Predisposizione genetica

La presenza di mutazioni BRCA aumenta la predisposizione a sviluppare il tumore ma ciò non vuol dire che il portatore della mutazione lo svilupperà con certezza. Infatti, alcuni individui che ereditano una mutazione BRCA non manifestano il tumore nell’arco della propria vita perché non acquisiscono mai la seconda mutazione che mette K.O. la sua funzione di oncosoppressore.

 

Come prevenire?

Per evitare l’insorgenza del tumore alla mammella e alle ovaie è essenziale intraprendere strategie di prevenzione. Oltre ad eseguire controlli ecografici e mammografici regolari è bene tenere presente quali sono i fattori di rischio. Oltre all’età, ai fattori dietetici e metabolici, la familiarità, ovvero la presenza di tumori nello stesso nucleo familiari ma non legati a mutazioni genetiche, l’ereditarietà delle mutazioni dei geni BRCA sono fattori di rischio cruciali da valutare per prevenire il tumore alla mammella e all’ovaio.

 

Esame per la diagnosi

Il Test Genetico BRCA1 e 2 è un valido strumento per analizzare la presenza di mutazioni dei geni BRCA responsabili della predisposizione genetica a sviluppare i tumori alla mammella e alle ovaie. In questo caso non si parla di test diagnostico, ma di test predittivo perché non diagnostica la malattia ma permettere di individuare i soggetti a rischio di manifestarla.

I vantaggi del Test:

  • analizza le mutazioni dei geni BRCA1 e 2 con una sensibilità e un’affidabilità maggiori del 99%
  • se positivo nelle pazienti già affette dal tumore, permette di applicare terapie innovative e mirate
  • se positivo nelle pazienti sane, permette di identificare strategie preventive e un piano di sorveglianza clinica e strumentale

Le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono di intraprendere un percorso di consulenza onco-genetica che possa supportare il paziente e i suoi familiari nella comprensione del rischio, del significato del test, delle implicazioni e degli eventuali interventi da intraprendere.