09/01/2019 in Alimentazione

Intolleranze Alimentari nei Bambini

Le intolleranze alimentari nei bambini sono piuttosto frequenti, possono provocare sgradevoli fastidi con conseguente preoccupazione delle mamme. Ma quali possono essere le cause e i sintomi? E che differenza c’è tra allergia e intolleranza?

Differenza tra allergia e intolleranza

Le intolleranze alimentari sono reazioni indesiderate dell’organismo che si innescano quando il corpo non riesce a digerire o a metabolizzare correttamente un alimento o un suo componente. Anche se le intolleranze possono presentare sintomi simili a quelli delle allergie, sono diverse da queste ultime.

 

Le allergie si manifestano con reazioni che variano da lievi a, in un numero limitato di persone, gravi con reazioni violente che talvolta possono essere letali. Le allergie si presentano rapidamente dopo l’ingestione della sostanza scatenante (allergene), generalmente dopo pochi minuti, e coinvolgono la risposta del sistema immunitario attraverso la produzione di anticorpi IgE.

 

Le intolleranze, invece, si manifestano tardivamente, dopo ore o anche dopo un giorno, e presentano sintomi e disturbi poco gravi a livello gastrointestinale, dermatologico e respiratorio. Inoltre, le intolleranze non sono IgE-mediate ma coinvolgono anticorpi di altra natura, le IgG.

 

Cause

Esistono cause diverse alla base dell’insorgenza delle intolleranze. Le intolleranze enzimatiche come quella al lattosio, ad esempio, sono dovute a difetti enzimatici. In questo caso, l’enzima (proteina che accelera le reazioni chimiche) non è capace di metabolizzare alcuni componenti degli alimenti. In altri casi, invece, additivi alimentari o molecole presenti nei cibi e nei farmaci possono causare le intolleranze.

 

I sintomi nel bambino

Le intolleranze alimentari possono manifestarsi fin da piccoli con sintomi variabili e disturbi fastidiosi che interessano prevalentemente l’apparato gastro-intestinale con:

  • mal di pancia
  • gonfiore addominale
  • diarrea
  • vomito
  • dermatiti
  • difficoltà respiratorie
  • asma
  • mal di testa
  • stanchezza

 

Intolleranza al lattosio

L’intolleranza al lattosio è un’intolleranza enzimatica molto comune dovuta al deficit o alla totale assenza dell’enzima lattasi. In condizioni normali, questo enzima scinde il lattosio, il principale zucchero presente nel latte, in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio), consentendone l’assorbimento.

 

Quando c’è la mancanza parziale o totale dell’enzima, il lattosio non è digerito, rimane nell’intestino e viene fermentato dalla microflora del colon, producendo idrogeno e acidi organici associati a gonfiore, flatulenza e meteorismo. Inoltre, la presenza del lattosio nell’intestino richiama liquidi, provocando diarrea.

 

L’attività della lattasi è massima alla nascita e durante tutto il periodo dell’allattamento per poi ridursi fisiologicamente dopo lo svezzamento ma in modo differente tra le persone. La maggior parte dei casi di intolleranza al lattosio ha una base genetica ed è legata alla presenza di una variante del gene lattasi che, se ereditata in duplice copia, cioè dalla madre e dal padre, comporta una ridotta attività dell’enzima.

 

Intolleranza al Glutine

Si tratta di una reazione avversa al glutine con manifestazioni intestinali ed extra-intestinali come nella celiachia, ma che non è correlata a una predisposizione genetica che caratterizza i celiaci. Il crescente consumo di pane, pasta e alimenti contenenti il glutine ha comportato un aumento della frequenza delle reazioni anomale scatenate dalla gliadina, una delle proteine che costituisce il glutine, presente in molti cereali.

I sintomi dell’intolleranza al glutine sono simili a quelli della celiachia:

  • gonfiore
  • dolori addominali
  • diarrea
  • stipsi
  • cefalea
  • astenia
  • rash cutanei
  • difficoltà a concentrarsi

Per stabilire la presenza dell’intolleranza al glutine si dovrebbero escludere una condizione allergica, attraverso il dosaggio di anticorpi IgE, e una predisposizione genetica alla malattia celiachia analizzando la presenza dei geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8 con il Test Genetico Celiachia.

 

Gli esami da fare al bambino

Molte persone, di fronte al sospetto di un’intolleranza, modificano le proprie abitudini alimentari adottando diete fai da te. Questo è sconsigliato, soprattutto nella fase di crescita di un individuo. La strategia migliore da adottare è sottoporsi a una corretta anamnesi accompagnata da una diagnosi in un percorso che coinvolga un esperto in nutrizione.

Per stabilire la presenza di un’intolleranza alimentare è possibile eseguire un esame sierologico con un prelievo di sangue per testare gli alimenti che provocano disturbi al bambino attraverso il dosaggio di anticorpi IgG totali.

Il Test 108 Alimenti analizza una gamma  di 108 alimenti che possono provocare l’insorgenza dell’intolleranza alimentare. Il Test non richiede di essere a digiuno ed è consigliato a bambini dai 6 anni in su. Una volta identificati, sotto indicazione di un esperto in nutrizione, si può procedere a eliminarli temporaneamente dalla dieta per valutare il miglioramento dei sintomi e osservare la loro eventuale ricomparsa una volta reintrodotti.

 

Consigli per gestire l’intolleranza nei bambini

Se si ha il sospetto di trovarsi di fronte a un’intolleranza alimentare in un bambino, una strategia semplice ma molto utile è quella di tenere un diario dell’alimentazione. Lo scopo è riportare nel diario i cibi che fanno parte della dieta del bambino, annotare qualsiasi sintomo che si riscontra e quando si presenta. In questo modo, si può avere un’idea degli alimenti che provocano i disturbi e il malessere nel bambino.