09/01/2019 in Alimentazione

Intolleranza al lattosio

Mal di pancia, gonfiore addominale e mal di testa compaiono ogni volta che ingeriamo latte o derivati? Potrebbero essere i campanelli di allarme di un’intolleranza al lattosio. Ma sono gli unici sintomi con cui si manifesta? Cosa vuol dire essere intollerante al lattosio? Quali sono gli alimenti che possiamo mangiare e quali quelli da evitare?

 

L’intolleranza al lattosio

 

L’intolleranza al lattosio è una condizione che si verifica quando il nostro organismo non riesce a digerire il lattosio, il principale zucchero presente nel latte e nei suoi derivati, a causa dell’assenza o della quantità insufficiente di lattasi.

La lattasi è la proteina che trasforma il lattosio in zuccheri più semplici (glucosio e galattosio), rendendolo più digeribile e assorbibile a livello intestinale.

 

Esistono tre forme di intolleranza al lattosio:

  • primaria o genetica: è la più comune e si manifesta in età prescolare-scolare con la riduzione progressiva della produzione della lattasi. Si tratta di un processo fisiologico che normalmente si verifica dopo lo svezzamento, in alcuni casi in età adulta;
  • secondaria o acquisita: è una forma transitoria, secondaria ad alcune infiammazioni, allergie e irritazioni che danneggiano l’intestino, che possono compromettere la produzione di lattasi. Una volta eliminate le cause, l’intolleranza scompare;
  • congenita: è una forma rara caratterizzata dall’assenza di lattasi fin dalla nascita e si manifesta quando il neonato beve il latte per la prima volta. In questo caso si sostituisce il latte materno con latte artificiale senza lattosio.

 

Alcuni dati sull’intolleranza al lattosio

 

L’intolleranza è la più frequente intolleranza enzimatica: si presenta in più della metà della popolazione mondiale, con particolare diffusione in Asia, in alcune aree dell’America e in Europa. Qui la distribuzione è variabile a seconda delle zone: l’area mediterranea, ad esempio, presenta la frequenza maggiore con circa il 70% della popolazione; in Europa Centrale la percentuale delle persone interessate si riduce al 30% e, in Europa Settentrionale, al 5%. In generale, l’intolleranza al lattosio si manifesta senza differenze sia negli uomini che nelle donne.

 

Può essere genetica?

 

Fatta eccezione per l’intolleranza secondaria al lattosio, quelle primaria e quella congenita hanno una base genetica.

La forma congenita è causata da un tipo specifico di mutazioni del gene (mutazione non senso) della lattasi che risultano in una totale assenza dell’enzima.

L’intolleranza al lattosio primaria, invece, è determinata da una variazione del DNA, definita polimorfismo C/T, nella regione che regola il gene della lattasi. Ciò vuol dire che, nella composizione di questo tratto di DNA, risultato della combinazione di diversi nucleotidi, ovvero le ‘lettere’ A, T, C, G che costituiscono il nostro codice genetico, una lettera C sostituisce la lettera T normalmente presente in una precisa posizione. Se questa variazione viene ereditata da entrambi i genitori, si verifica una carenza di lattasi nei microvilli dell’intestino tenue. Se, invece, il polimorfismo si eredita da uno solo dei genitori si mantiene una normale attività dell’enzima.

Il Test Genetico LCT – Lattasi analizza la presenza del polimorfismo C/T responsabile del deficit di lattasi e permette di valutare la predisposizione genetica all’intolleranza al lattosio.

Il Test è consigliato alle persone che presentano una sintomatologia riconducibile all’intolleranza al lattosio, si può eseguire con un prelievo di sangue o con un tampone buccale che è particolarmente indicato per i bambini.

 

Sintomi

I sintomi dell’intolleranza al lattosio variano da persona a persona e possono presentarsi con manifestazioni lievi o più o meno gravi che riguardano principalmente il tratto intestinale. La sintomatologia dipende dalla gravità del deficit enzimatico e, quindi, dalla quantità di lattasi prodotta coinvolta nella digestione del lattosio. I sintomi si presentano entro due ore dall’assunzione degli alimenti contenenti lattosio e sono dose-dipendenti, cioè sono tanto più evidenti quanto maggiore è la quantità di lattosio che si ingerisce.

Sintomi nei bambini

La sintomatologia dell’intolleranza al lattosio nei bambini si presenta con:

 

  • mancanza di aumento di peso
  • disidratazione
  • diarrea costante
  • vomito
  • sfogo da pannolino

Sintomi negli adulti

 

La sintomatologia nelle persone adulte si presenta generalmente con

  • presenza di gas nello stomaco o nell’intestino (flatulenza)
  • meteorismo
  • diarrea
  • dolori addominali
  • gonfiore addominale
  • stitichezza

Ma possono presentarsi anche

  • nausea
  • mal di testa
  • stanchezza
  • eruzioni cutanee

 

Gli alimenti che contengono lattosio

 

Il lattosio è presente nel latte, nei latticini e derivati, nella polvere di latte magro. In particolare, nel

  • latte di vacca sia intero che scremato
  • latte di pecora
  • latte di capra
  • latte di asina
  • panna da cucina
  • gelato
  • cioccolato al latte
  • ricotta
  • mozzarella
  • burro
  • formaggi morbidi (es. robiola, crescenza, formaggino, fiocchi di formaggio magro)

 

Alcuni formaggi stagionati, come il parmigiano e il pecorino, ne contengono quantità minime.

Il lattosio è spesso utilizzato nell’industria alimentare come conservante e addensante, ad esempio dei cibi in scatola o congelati, ma anche nei farmaci o negli integratori come eccipiente. In questi casi è molto importante leggere la composizione dei prodotti che potrebbero contenere tracce di lattosio.

 

Cosa può mangiare una persona intollerante?

Per le persone intolleranti è consigliabile una fase restrittiva di circa 3-9 mesi, durante la quale bisogna escludere dalla dieta gli alimenti contenenti lattosio per consentire la scomparsa dei sintomi. Successivamente si possono reintrodurre, in qualità limitate e gradualmente, alimenti contenenti lattosio per valutare la soglia massima di tolleranza al lattosio tollerata.

In compenso, in commercio esistono prodotti lattiero-caseari delattosati, cioè trattati in modo da essere privi di lattosio, come il latte vaccino delattosato. Oltre a questi, tra gli alimenti che possono essere inclusi nella dieta di una persona intollerante al lattosio:

  • Yogurt (senza aggiunte di creme di latte o altre lavorazioni)
  • Fette biscottate senza latte e derivati
  • Latte e derivati di origine vegetale
  • Budini e gelati di soia
  • Parmigiano reggiano- Grana Padano-Emmenthal- Groviera
  • Tofu
  • Prosciutto crudo
  • Salumi ed insaccati senza lattosio
  • Carni bianche, pollo, coniglio, tacchino
  • Maiale, cavallo, manzo
  • Pesce fresco
  • Frutta e verdura fresca