08/01/2019 in Alimentazione

Celiachia: sintomi, esami e tutto quello che devi sapere

Con l’aumento di prodotti contenenti glutine anche i casi di celiachia sono aumentati. Ma quali sintomi si manifestano nel nostro organismo? C’è differenza tra intolleranza e allergia al glutine? Quali test posso fare?

Cos’è la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmunitaria che si manifesta in soggetti geneticamente predisposti e che è caratterizzata dall’infiammazione dell’intestino tenue.

L’ingestione del cibo contenente glutine scatena una reazione anomala del sistema immunitario attraverso la produzione di anticorpi diretti contro la gliadina, una proteina che compone il glutine, che danneggiano la mucosa intestinale e interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti presenti negli alimenti.

In passato, la celiachia era considerata una malattia rara e, molto spesso, era associata alla sindrome da malassorbimento. La malattia è emersa in modo rilevante con la produzione industriale del grano e con il suo aumentato consumo, in particolare nel mondo occidentale.

 

Il glutine

Il glutine è un complesso di proteine, tra le quali la gliadina, che è presente nelle cellule di alcuni cereali ed è responsabile dell’effetto tossico che si manifesta nei soggetti celiaci.

La gliadina si trova nel frumento, nell’orzo, nella segale, nel farro, nel kamut, nella spelta e nel triticale.

Per le sue proprietà chimico-fisiche, il glutine è ampiamente utilizzato come emulsionante, gelatinizzante, legante dell’acqua e stabilizzante nell’industria alimentare per la preparazione di prodotti, come piatti pronti e salse. Inoltre, è ampiamente impiegato nella lavorazione delle farine perché conferisce elasticità e viscosità all’impasto.

 

Differenza con l’intolleranza al glutine e allergia al glutine

Celiachia, intolleranza e allergia sono tutte reazioni avverse al glutine ma che si manifestano in modo diverso e con meccanismi differenti.

Come già descritto sopra, la celiachia è una malattia autoimmune causata dall’ingestione di glutine e dalla presenza di fattori di rischio genetici, che si presenta con sintomi intestinali ed extraintestinali.

L’intolleranza può essere definita come una reazione di ipersensibilità generata dall’accumulo di glutine, che non ha una base genetica e che si manifesta con sintomi addominali come diarrea, gonfiore, crampi e perdita di peso, tipici della celiachia.

L’allergia al glutine, invece, come tutte le altre allergie, è una reazione avversa mediata da anticorpi IgE. Si tratta di una reazione acuta che si manifesta a distanza di pochi minuti dall’ingestione dei cibi contenenti glutine ed è accompagnata da eventi anafilattici che possono variare da lievi a gravi, come dolori addominali, diarrea, orticaria, ipotensione, difficoltà respiratorie e persino shock.

 

Sintomi della celiachia

La malattia celiaca è accompagnata da manifestazioni intestinali ed extraintestinali variabili da soggetto a soggetto, a seconda degli organi e dei sistemi dell’organismo coinvolti e in base alla forma della malattia.

Nella sua forma classica, nei bambini la celiachia si presenta con:

  • diarrea
  • gonfiore addominale
  • dolori addominali
  • perdita di peso
  • malassorbimento intestinale
  • rallentamento della crescita

Negli adulti, si presenta con:

  • diarrea
  • dolori addominali
  • meteorismo
  • perdita di peso

Inoltre, si possono riscontrare anche manifestazioni simili a quelli della sindrome da colon irritabile o patologie come anemia e osteoporosi, in questo caso legate al malassorbimento a livello intestinale di specifiche vitamine come la vitamina D e le vitamine B12 e B9.

 

Cause della celiachia

La celiachia è una malattia multifattoriale, causata dalla presenza fattori di rischio genetico che predispongono allo sviluppo della malattia, i geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8, e dall’ingestione di cibi contenenti glutine, in particolar modo alcuni cereali come grano, farro e grano khorasan, segale, orzo e avena.

I geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8 contengono le informazioni per la sintesi di molecole, le molecole del complesso maggiore di istocompatibilità, che si comportano come “guardiani”.

Nei soggetti geneticamente predisposti, la gliadina, opportunamente modificata nel nostro organismo, è “avvistata” e “sequestrata” dalle molecole HLA-DQ2 e HLA-DQ8, espresse dalle cellule che la presentano ai linfociti T CD4+, una specifica classe di globuli bianchi che, a loro volta, attivano i linfociti B che producono anticorpi contro il “nemico”, innescando il processo infiammatorio nell’intestino.

All’infiammazione segue il danno ai tessuti e i diversi sintomi associati.

 

Gli esami per la diagnosi

Eseguire una diagnosi precoce e attuare un piano terapeutico adeguato è fondamentale per evitare il danno intestinale.

I metodi che possono essere adottati per valutare se siamo di fronte a un paziente celiaco includono un test sierologico e un test genetico, eseguendo per entrambi un prelievo di sangue.

Lo Screening Celiachia è un pacchetto di esami sierologici che serve a stabilire la presenza di anticorpi specifici, diretti contro il tessuto che riveste la muscolatura intestinale (endomisio) o contro enzimi coinvolti nell’assimilazione del glutine a livello intestinale (transglutaminasi). Su indicazione del medico, possono essere richieste anche un’endoscopia o una biopsia per analizzare l’effettivo danno intestinale.

Il Test Genetico Celiachia non è un test diagnostico ma è un test genetico predittivo che si esegue con un prelievo di sangue o con un tampone buccale: consente di identificare gli individui a rischio ma non stabilisce che la persona in esame svilupperà con certezza la malattia. Il test permette di valutare la presenza dei geni HLA-DQ2 e/o HLA-DQ82 che rappresentano i fattori genetici di rischio della celiachia.

Il Test è consigliato a tutte le persone che presentano una sintomatologia riconducibili alla celiachia ed è particolarmente indicato per i figli o i familiari di primo grado dei soggetti celiaci che presentano, dunque, un rischio maggiore di sviluppare la malattia.

Risultati negativi al test forniscono la certezza di non sviluppare la celiachia nel corso della vita e rassicurano chi si sottopone al test, evitando inutili esami successivi.

 

Una giusta alimentazione

Una dieta priva di glutine è il trattamento più efficace nei soggetti celiaci. Escludendo il glutine dalla dieta la mucosa intestinale viene riparata e si previene un’ulteriore infiammazione nonché i sintomi a essa correlati. Prima di modificare le proprie abitudini alimentari e adottare una dieta gluten-free, però, è molto importante eseguire un’attenta anamnesi accompagnata da una corretta diagnosi.

Gli alimenti che contengono glutine includono:

  • il pane
  • la pasta
  • i prodotti da forno
  • a base di cereali quali frumento, segale e orzo

È sconsigliato, dunque, introdurre nella dieta anche farine di frumento, amido, amido di frumento, amido di cereali e malto d’orzo, avena, kamut, farro, spelta, seitan, couscous, crusca, bulgur e avena.

Sono ammessi, invece, alimenti come riso, mais, soia, patate, castagne, miglio, grano saraceno nonché le farine e l’amido di tutti questi elementi, quinoa, amaranto, lupini, legumi, sorgo, teff, xantano, maltosio, maltitolo, maltodestrine, semi di guar, carrube, carragenani e glutammato.