06/12/2019 in Allergie

Allergia: cos’è, sintomi e diagnosi

E’ tempo di allergie autunnali. Le allergie, infatti, non si manifestano solo in primavera, ma anche in autunno e all’inizio dell’inverno.

L’allergia è un’insidia per tutte le stagioni.

Allergie: cosa sono

Le allergie possono essere definite come una risposta eccessiva e anomala del sistema immunitario a contatto con una sostanza esterna o allergene, riconosciuta come dannosa ma innocua per la maggior parte della popolazione.

Quando l’individuo entra in contatto con un allergene verso cui è sensibilizzato, gli anticorpi specifici IgE aumentano esponenzialmente e attivano mastociti e basofili (cellule del sistema immunitario), che a loro volta rilasciano l’istamina contenuta in granuli intracellulari.

I sintomi da allergia tipici sono ascrivibili proprio agli effetti dell’istamina all’interno dell’organismo:

  • rinite allergia (naso chiuso con starnuti frequenti)
  • tosse
  • difficoltà a respirare (nei casi più gravi addirittura asma),
  • prurito a labbra, occhi e viso (orticaria),
  • congiuntivite (lacrimazione e gonfiore agli occhi)

Allergie respiratorie: i sintomi 

Riconoscere i sintomi delle allergie respiratorie è fondamentale per capire come intervenire.

Quando pensiamo alle allergie, tendiamo ad associarle alla stagione primaverile con le sue numerose fioriture, tuttavia non sono da sottovalutare le reazioni allergiche che si scatenano anche in autunno e inverno.

Da alcuni decenni l’incidenza delle allergie è in grande aumento, soprattutto in contesti urbani: i dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che in Italia una persona su 4 soffre di allergia, con sintomi per fortuna lievi e ben tollerabili nella maggior parte dei casi. Quando le allergie si manifestano nella stagione fredda, è facile confonderne i sintomi con malesseri stagionali come raffreddore e sintomi influenzali, e la diagnosi si fa più difficile.

 

 

Allergia: diagnosi

L’allergia viene diagnosticata da uno specialista allergologo quando i sintomi di quello che sembra un consueto raffreddore o una normale influenza invernale persistono nel tempo.

La conferma del sospetto di allergia parte da un’anamnesi accurata per identificare uno o più fattori scatenanti. Se ciò non fosse possibile, è bene ricorrere a test diagnostici specifici: cutanei, sierologici e molecolari.

 

PRICK TEST

È l’esame di primo livello o di sensibilità cutanea: gli allergeni vengono applicati sotto forma di gocce sull’avambraccio, e in caso di positività provocano una reazione: il test è molto sensibile, indicato anche in età pediatrica a partire da un anno, ma può dare falsi positivi e falsi negativi (in caso di assunzione di corticosteroidi o farmaci antiistaminici).

RAST

Con questo esame, vengono misurati nel sangue i livelli di anticorpi IgE specifici per determinati allergeni: è una metodica sensibile e affidabile; il limite principale del test è costituito dal numero di allergeni misurabili, inferiore rispetto al Prick Test.

ISAC TEST

Il test ISAC di ultima generazione permette, partendo da un volume molto ridotto di sangue, di valutare la risposta specifica (IgE) a oltre 100 allergeni altamente purificati e immobilizzati su un supporto solido (protein chip). Oltre ad essere sensibile e affidabile, offre il grande vantaggio di identificare con precisione le eventuali reazioni incrociate contro diversi antigeni, difficilmente rilevabili con gli altri test.

Allergeni respiratori: quelli maggiormente presenti nell’aria nei mesi invernali

Un allergene, come detto sopra, è una molecola capace di provocare risposte immunitarie mediate da anticorpi, quasi sempre una proteina di basso peso molecolare.

Alcune specie vegetali come la betulla, il nocciolo, l’ontano, il cipresso e le Composite fioriscono in autunno-inverno: i sintomi da reazione allergica al loro polline a carico delle vie respiratorie (rinite, tosse, oppressione al torace) possono essere confusi facilmente con i normali mali di stagione e quindi l’allergia non viene correttamente trattata.

Per quanto riguarda le cosiddette allergie perenni, ossia non legate ad una stagionalità, nel periodo autunnale e invernale si intensificano le reazioni a muffe, pelo di animali domestici e soprattutto acari, poiché nelle abitazioni diminuisce il ricircolo dell’aria, la temperatura negli ambienti è spesso alta e il clima è generalmente umido. Questi elementi favoriscono il proliferare degli acari e quindi l’allergia, che si manifesta con starnuti, congestione nasale, tosse e altri sintomi molto simili a quelli di un’influenza.

Allergie: il ruolo dell’inquinamento e cambiamento climatico

L’inquinamento atmosferico è di norma maggiore in inverno e, in combinazione con la nebbia e la bassa pressione atmosferica, aggrava i sintomi allergici manifestati da chi soffre di allergia, in particolare tracheiti, asma e tosse, ma anche raffreddore e congiuntivite.

Anche i cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature medie stagionali sembrerebbero avere un effetto diretto sui fenomeni allergici: a causa del progressivo aumento della temperatura terrestre, infatti, le piante che producono pollini allergenici tendono in generale a fiorire prima e a volte più a lungo, modificando i calendari pollinici.

L’allergia al polline, infatti è una delle allergie più comuni.

 

Combattere le allergie anche in autunno e inverno: consigli utili

I sintomi allergici a livello farmacologico, vengono alleviati con l’assunzione di farmaci antistaminici, cortisonici e broncodilatatori (questi ultimi nei soggetti asmatici). Per la sua natura cronica, non esiste una cura per l’allergia, ma la migliore strategia rimane evitare il contatto con l’allergene; ciò è spesso impossibile per ovvi motivi, in ogni caso è possibile adottare alcune misure per limitare al massimo l’esposizione.

Per quanto riguarda le allergie tra le mura domestiche, il primo passo da fare è certamente la prevenzione ambientale, per ridurre al massimo la polvere in cui si annidano gli acari e contrastare la crescita delle muffe: arieggiare gli ambienti

  • ridurne l’umidità
  • lavare spesso lenzuola, fodere, tende e altri tessuti
  • curare la pulizia personale (indumenti e capelli)
  • utilizzare apposite coperture antiacaro.

Passando alle allergie respiratorie ai pollini, è bene evitare il contatto con la natura all’alba e al tramonto, le ore in cui la concentrazione pollinica raggiunge il picco massimo; anche in questo caso la pulizia personale è importante per rimuovere eventuali particelle di allergene.

È importante anche cercare di fortificare il sistema immunitario vivendo di più all’aria aperta, evitando il fumo e l’esposizione ad agenti inquinanti e creando in casa ambienti salubri, non troppo caldi e non troppo umidi, ma neppure troppo freddi (la temperatura ideale è intorno ai 21°).

Vuoi avere maggiori informazioni sul Test ISAC? Clicca qui!