15/07/2019 in allergia al nichel

Allergia al nichel: cos’è, i sintomi e come combatterla

Allergia al nichel: cos’è, i sintomi e come combatterla

Nichel, glutine e lattosio: ecco quali sono i grandi nemici degli italiani a giudicare dai food trend 2018, ovvero le parole chiave più ricercate dagli utenti su Google per quanto riguarda gli alimenti da evitare.

Celiachia, intolleranza al glutine e intolleranza al lattosioquando si parla di questi argomenti, il livello di consapevolezza e informazione nella popolazione sono alti e le indicazioni per una dieta personalizzata sono piuttosto chiare.

Al contrario, quando si parla delle allergie al nichel c’è ancora confusione sui diversi quadri clinici, sui metodi di diagnosi e sulle raccomandazioni per il trattamento dell’allergia. E in un’epoca di mode alimentari e marketing aggressivo -in cui la dicitura “free from” viene utilizzata spesso in modo arbitrario- è bene provare a fare chiarezza prima di lanciarsi in diete nichel-free fai da te senza necessità reale.

Nichel: dove si trova?

Il nichel è un metallo pesante bianco-argenteo altamente resistente all’aria e all’acqua, onnipresente sulla superficie terrestre: si trova infatti nel suolo, nell’acqua, nell’aria e nella biosfera.

La concentrazione di nichel nel terreno e nell’acqua è molto variabile a seconda della zona (5-500 microgrammi/grammo per il suolo e 5-100 microgrammi/litro per l’acqua) e dipende da fattori come: il tipo di terreno, l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi, la stagionalità e l’eventuale contaminazione del suolo con rifiuti.

Nichel nell’organismo

Come altri elementi considerati nocivi, ad esempio cromo e cobalto, anche il nichel è un oligoelemento, ovvero una sostanza necessaria all’organismo in quantità bassissime (circa 100 microgrammi di fabbisogno giornaliero). È un metallo scarsamente assorbibile che non si accumula nei tessuti umani né in quelli dei pesci o altri animali inclusi nella dieta alimentare.

La sua funzione biologica è di cofattore per alcuni enzimi: il nichel sembra essere coinvolto nel metabolismo di alcuni ormoni, del glucosio e dei lipidi e sarebbe inoltre coinvolto nel mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari e nella stabilità di DNA e RNA.

Nichel negli alimenti

Il cibo è la principale fonte di esposizione al nichel, che è presente in molti dei costituenti di una normale dieta. Come già accennato, la quantità esatta di metallo non è facilmente determinabile, ma in linea generale i prodotti vegetali hanno un contenuto di nichel molto superiore rispetto ai prodotti animali (mediamente 4 volte in più).

Esistono alimenti ricchi di nichel: cereali, cacao, cioccolato, tè, soia, frutta secca (soprattutto anacardi), legumi, asparagi, cipolle, spinaci e pomodori; tra gli alimenti di origine animale, le uova e i crostacei.

Bisogna inoltre considerare che possono venire contaminati da nichel i cibi confezionati, durante la lavorazione industriale, e nei contenitori in cui vengono conservati, come per esempio lattine e scatolette.

 

Alimenti contenenti Nichel (contenuto medio) e alimenti consentiti:

 

 

Nichel negli oggetti che usiamo ogni giorno

Il nichel, Per la sua facilità di lavorazione, viene spesso combinato sotto forma di lega metallica con altri elementi (ferro, rame, cromo e zinco) a cui conferisce durezza, resistenza alla corrosione e al calore.

Grazie a queste sue particolari proprietà, il nichel è utilizzato nella produzione di oggetti di uso quotidiano: pentole e utensili di acciaio inossidabile, monete, saponi e detersivi, bigiotteria e cosmetici solo per citare i principali.

Allergia al Nichel, i sintomi:

Il nichel è la principale causa di dermatite allergica da contatto (DAC) e la principale causa di allergia ai metalli: secondo gli studi epidemiologici, circa il 15-20% della popolazione presenta risposte da ipersensibilità al nichel, con un’incidenza maggiore nella popolazione femminile.

L’allergia è una reazione esagerata dell’organismo verso una sostanza estranea, e nel caso del nichel può presentarsi in due modalità:

  • Dermatite allergica da contatto (DAC): reazione locale scatenata dal contatto con materiali e oggetti contenenti nichel, è il tipo più comune di allergia;
  • Sindrome da allergia sistemica al nichel (SNAS): reazione a livello sistemico provocata dall’ingestione di alimenti contenenti nichel, prevede sintomi sia cutanei che extracutanei.

Allergia al nichel da contatto (DAC)

L’allergia al nichel da contatto si manifesta normalmente entro 48-72 ore dall’esposizione a oggetti contenenti nichel ed è facile da riconoscere: appare come un eczema zonale con arrossamento, prurito e la comparsa di piccole vescicole in zone come i lobi delle orecchie, i polsi e il collo.

Alcuni soggetti sviluppano la DAC immediatamente dopo il contatto con oggetti contenenti nichel, mentre per altri la sensibilizzazione e l’allergia si sviluppano dopo anni.

Allergia sistemica al nichel (SNAS)

In questo caso è l’ingestione di nichel attraverso gli alimenti a causare la reazione allergica, che può presentarsi con sintomi cutanei o extra-cutanei. I sintomi cutanei sono simili a quelli della DAC (ovvero eczema ma esteso un po’ a tutte le zone del corpo), mentre a livello sistemico i sintomi più comuni sono gastrointestinali (stitichezza, nausea, crampi addominale, gonfiore e diarrea), respiratori, neurologici (cefalea) e generali come febbre, stanchezza, insonnia, dolori articolari e muscolari.

Allergia al nichel: come si diagnostica?

Test cutanei (DAC)

Il test classico per la diagnosi di dermatite atopica da contatto è il Patch Test, in cui l’allergene (in questo caso il nichel) viene applicato con dei dischetti sulla pelle 48-72 ore, dopodiché viene valutata la reazione di sensibilizzazione cutanea, che però non è di per sé sinonimo di allergia e necessita di esami di conferma.

Un altro esame di screening classico per le allergie da contatto è il Prick Test in cui gli allergeni vengono applicati sotto forma di gocce sull’avambraccio: è un test molto sensibile, indicato anche in età pediatrica a partire da un anno, mentre il Patch Test è sconsigliato nei bambini in quanto scarsamente significativo in caso di risultato positivo.

Test di provocazione (SNAS)

La diagnosi della sindrome da allergia sistemica al nichel è più laboriosa dei test visti sopra: è prevista come risultato di conferma di un patch test positivo, nel caso siano presenti anche sintomi extra-cutanei.

Dopo 2 mesi di disintossicazione dal nichel con una dieta ferrea, il paziente assume nichel a dosi crescenti per stabilire il livello di tollerabilità al di sotto del quale non si manifestano sintomi.

Test genetici: a cosa servono?

La causa esatta dell’allergia al nichel non è nota, ma esiste una componente genetica che predispone l’individuo a sviluppare reazioni da ipersensibilità. La presenza di specifiche forme delle proteine TNFa e filaggrina predispone o meno una persona a diventare allergica al nichel nel corso della vita.

Il test genetico di sensibilità al nichel può essere effettuato in presenza o meno di sintomi e ha una serie di indubbi vantaggi: è rapido e indolore (il DNA viene prelevato con un tampone orale), si esegue una volta sola e fornisce una risposta certa e affidabile. In ogni caso, i risultati del test non hanno valore clinico e dovrebbero essere valutati da un professionista della salute in un quadro più ampio.

7 consigli per una vita Nichel-free (o quasi)

Cosa bisogna fare quindi in caso di diagnosi di allergia al nichel o predisposizione genetica a svilupparla?

  1. Non cucinare con pentole smaltate, in teflon o in acciaio ma utilizzare solamente pentole e contenitori di vetro, vetroceramica e ghisa.
  2. Scegli utensili e altri oggetti di metallo con manico di plastica o di legno; gli oggetti con cui è difficile evitare il contatto (ad esempio orologi e chiavi) andrebbero isolati con materiale plastico.
  3. Usa abiti senza cerniere metalliche, fermagli e bottoni o comunque evitare il contatto diretto della pelle con queste parti.
  4. Lascia scorrere il flusso di acqua del rubinetto alcuni secondi prima di utilizzarla: in questo modo eliminerai l’acqua eventualmente contaminata dal contatto con il nichel contenuto nel metallo delle tubature.
  5. Leggi attentamente le etichette dei prodotti cosmetici e per l’igiene per assicurarti che siano nichel-free; nel caso di nuovi prodotti, fai in ogni caso un test iniziale in una zona poco esposta. Attenzione alla bigiotteria, alle tinture per capelli e agli smalti, che spesso contengono nichel.
  6. Non fumare! Il fumo danneggia la salute in tutti i modi possibili, e per di più contiene nichel che, attraverso l’apparato respiratorio, entra nel torrente sanguigno in breve tempo.
  7. Cura la tua alimentazione: preferisci sempre cibi freschi a quelli industriali ed evita soprattutto i prodotti in scatola. Se possibile, evita gli alimenti ad alto contenuto di nichel.